La riconosci dalla risata.
Piena, di chi sa godersi la vita.
Sfacciata, di chi non ha paura di mostrarlo al mondo.
La riconosci dalla classe.
Curata ed elegante, di chi non conosce eccessi o sbavature.
La riconosci dall’andatura.
Felina e armoniosa, di chi trasuda un fascino naturale.
La riconosci subito, quella che non sei.
La donna che non sei e non sarai mai.
Era la protagonista dei tuoi sogni di bambina, il riflesso del cigno in cui un giorno ti saresti trasformata.
Era la rivincita per un’infanzia passata a sentirsi inadeguata e goffa, prigioniera di occhiali dalla montatura pesante, intrappolata in un corpo sgraziato cresciuto troppo in fretta.
Era la benedizione dopo un’adolescenza inquieta, annebbiata da paure immaginarie, intrisa di immotivata malinconia.
Era diventata un’ombra ingombrante, quella che non sei.
Un alter ego pieno di aspettative a cui doversi uniformare, una maschera di ferro da indossare, una divisa troppo stretta sul punto di soffocare l’altra, quella che sei.
Quella che piange per la stizza, quella “leggermente” ipocondriaca, quella che beve troppo vino, quella che ama stare da sola, quella che parla a sproposito, quella sempre arruffata, quella che perde subito la pazienza, quella che cucina biscotti quando è triste.
Quella che finalmente sei felice di essere : perchè sei tu.
N.B.
I biscotti della foto sono i miei preferiti, i cookies.
Per la ricetta vi consiglio di andare a dare un’occhiata da Laurel, meglio nota come “un’americana in cucina”
Attenzione però : creano dipendenza!!!

























