Quella che (non) sei

La riconosci dalla risata.
Piena, di chi sa godersi la vita.
Sfacciata, di chi non ha paura di mostrarlo al mondo.
La riconosci dalla classe.
Curata ed elegante, di chi non conosce eccessi o sbavature.
La riconosci dall’andatura.
Felina e armoniosa, di chi trasuda un fascino naturale.
La riconosci subito, quella che non sei.
La donna che non sei e non sarai mai.

Era la protagonista dei tuoi sogni di bambina, il riflesso del cigno in cui un giorno ti saresti trasformata.
Era la rivincita per un’infanzia passata a sentirsi inadeguata e goffa, prigioniera di occhiali dalla montatura pesante, intrappolata in un corpo sgraziato cresciuto troppo in fretta.
Era la benedizione dopo un’adolescenza inquieta, annebbiata da paure immaginarie, intrisa di immotivata malinconia.

Era diventata un’ombra ingombrante, quella che non sei.
Un alter ego pieno di aspettative a cui doversi uniformare, una maschera di ferro da indossare, una divisa troppo stretta sul punto di soffocare l’altra, quella che sei.

Quella che piange per la stizza, quella “leggermente” ipocondriaca, quella che beve troppo vino, quella che ama stare da sola, quella che parla a sproposito, quella sempre arruffata, quella che perde subito la pazienza, quella che cucina biscotti quando è triste.

Quella che finalmente sei felice di essere : perchè sei tu.

N.B.
I biscotti della foto sono i miei preferiti, i cookies.
Per la ricetta vi consiglio di andare a dare un’occhiata da Laurel, meglio nota come “un’americana in cucina”
Attenzione però : creano dipendenza!!!

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Voglio diventare cake designer

Sono sempre stata golosa.
E con una mamma pasticcera per diletto, dall’assaggiare al cucinare il passo è stato breve.
Ho quindi cominciato assai presto ad impiastricciarmi con uova, zucchero e farina, e mi consideravo abbastanza ferrata nella preparazione di dolci & affini, in particolar modo di torte, fino al momento in cui non ho scoperto il Cake Design.

Il Cake Design nasce ufficialmente in Inghilterra nel 1840 quando, in occasione del matrimonio della regina Vittoria, venne realizzata la prima torta decorata con un materiale particolare, in seguito denominato royal icing. Tale composto, i cui ingredienti sono principalmente albume d’uovo e zucchero a velo, una volta asciugato assume l’aspetto del ghiaccio e costituisce la regina madre delle paste per decorare.
Ad oggi il materiale più utilizzato dai cake designers è invece la pasta di zucchero, o fondant, una pasta molto elastica che può essere colorata e manipolata nei modi più disparati, permettendo così la realizzazione di vere e proprie sculture commestibili.
L’arte del Cake Design è da poco approdata anche in Italia, e sta avendo talmente successo, che perfino in una piccola cittadina di provincia come la mia ho potuto trovare l’occorrente necessario per preparare la mia prima torta decorata.

Eccola qua, che ve ne pare?
Nonostante le imperfezioni, sono molto soddisfatta di questo mio risultato da autodidatta.
Devo imparare ancora molto, anzi praticamente tutto, delle diverse tecniche di decorazione. Ed esercitarmi parecchio, se voglio diventare una vera cake designer.
Ce la farò?
Si accettano scommesse ;)

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Il SacherTONT

Nel corso della spasmodica ricerca dell’Uomo Giusto, talvolta capita di scorgere un bagliore in fondo al tunnel della singletudine. Un luccichio improvviso, capace di abbagliarti per una frazione di secondo.
E’ il momento in cui credi di aver trovato la via d’uscita, finalmente.
E’ il momento in cui incontri il SacherTONT.

Estremamente discreto, se non addirittura bello, elegante ed educato, equipaggiato di laurea, di buona famiglia, incarna il prototipo del Fidanzato Perfetto, quello da presentare il prima possibile ai genitori : la trasposizione umana della famosa torta Sacher.
La Femmina-media giunge al momento dell’incontro con il SacherTONT sentimentalmente devastata, ma ben decisa ad evitare quelle che sono le peggiori categorie maschili in circolazione : alcolizzati, maniaci del lavoro, fobici dei rapporti seri, guardoni, megalomani, impotenti sentimentali o pervertiti. Reduce da una moltitudine di rapporti a dir poco disastrosi, rimane quindi immediatamente incantata dal fascino “perbene” del SacherTONT, il quale ha un modo di corteggiare a dir poco ottocentescco.
Soprattutto nelle tempistiche.
L’Ominide in questione, infatti, nonostante il palese interesse manifestato nei suoi confronti, non si farà subito avanti, ma procederà per gradi nel suo tentativo di approccio, finendo così per sbalordire la Femmina-media, per niente abituata ad una tale delicatezza. In un mondo in cui le buone maniere vengono ormai coltivate soltanto dai frequentatori del Filo d’Argento, le galanterie del SacherTONT finiranno per inebriare la Femmina-media, che nel giro di pochi giorni provvederà a disdire il pellegrinaggio a Lourdes (programmato con la migliore amica al posto della vacanza a Formentera) per concentrarsi su tutte quelle fantasie romantiche che in tempi di vacche magre aveva dovuto abbandonare.
Arriva così, in un clima di campane suonate a nozze, il fatidico giorno del primo appuntamento.
Il SacherTONT non delude le aspettative : non solo passa personalmente a prendere la Femmina-media, ma la porta persino in un posticino così romantico che per poco quest’ultima, sopraffatta dall’entusiasmo, non scoppia in lacrime.
Tutto sembra procedere per il verso giusto, fino al momento in cui la Femmina-media viene assalita da un improvviso torpore, e comincia a sbadigliare. E non è lo sbadiglio dovuto alla stanchezza di una settimana pesante, purtroppo. E’ lo sbadiglio di chi si sta terribilmente annoiando.
Perchè il SacherTONT ha la simpatia di una barbabietola, e nonostante ce la stia mettendo tutta per rendersi interessante, capisci benissimo che la sua massima trasgressione è presentarsi a lavoro con dieci minuti di ritardo. Ma ciò che rende la situazione addirittura inquietante è il fatto che il SacherTont neanche si renda conto della sua barbosità; non solo, sembri estremamente soddisfatto di sé e del procedere della serata.
A questo punto la Femmina-media non ha alternative, se non quella di defilarsi, il più velocemente possibile, con la classica ma sempre efficace scusa di una feroce emicrania, che durerà esattamente il tempo necessario per raggiungere le amiche al bar per un drink. Di quelli forti.

SACHERTORTE

Sciogliere 150 gr. di burro insieme a 150 gr. di cioccolata fondente nel forno a microonde, poi unire 80 gr. di zucchero e 5 tuorli d’uovo. A parte montare le 5 chiare con 70 gr. di zucchero, poi unirle al composto ed incorporare anche 150 gr. di farina. Dopo aver mescolato bene cuocere in forno a 180° per 50 minuti circa.
Quando la torta si è ben raffreddata, tagliarla a metà e farcirla con un abbondante strato di marmellata di albicocche. In un pentolino antiaderente portare ad ebollizione 1 cucchiaio di acqua con 2 cucchiai di marmellata, e spalmare sulla torta.
Per preparare la glassa al cioccolato, sciogliere 70 gr. di zucchero in 125 ml di acqua e lasciar bollire per qualche minuto. Unire 100 gr. di cioccolato fondente; quando quest’ultimo sarà sciolto, porre il composto di nuvo su fuoco debole e mescolare fino al suo addensamento.
Versare la glassa sulla torta dopo averla fatta raffreddare qualche minuto.

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Il Ricottone

E’ amico di amici.
Lo hai conosciuto ad una cena, perchè eravate seduti accanto, oppure ad una festa, nel momento in cui afferravi l’ultima birra rimasta.
Avete chiacchierato un po’, ed è stato piacevole, così ti sei ritrovata a pensare che fosse un tipo interessante, e perchè no, pure carino.
Lo hai quindi prontamente inserito nella lista di “quelli-su-cui-fare-un-pensierino”, lista che solitamente comprende i soggetti più disparati, dal postino con occhi di ghiaccio che però ti ha vista con il trucco sbavato della sera prima, al barista che dopo il terzo mojito è il fratello mancato di Johnny Deep.

Però.
Il giorno dopo, ripensando alla serata passata, manco ti viene in mente.
All’aperitivo con le amiche, se va bene, finisce per caso in un discorso in cui soggetto principale è uno strafico che non ti si fila per niente; se va male, viene nominato dalle altre che ti devono ricordare che “si dai, ci hai pure parlato!”.
E la vicenda finirebbe qui, senza alcuna rilevanza, se non fosse che il Tizio in questione pochi giorni dopo si fa vivo per chiederti di uscire.
Così tu, Femmina-media emotivamente libera, ti trovi a rispolverare il flebile ricordo dell’incontro con Tizio ed a convincerti che, dopotutto, sarebbe opportuno concedirgli il piacere di passare una serata in tua compagnia.

Purtroppo.
Perchè Tizio è Il Ricottone.
Cos’ha che non va? NIENTE. Ed è questo il suo problema.
E’ come quella fetta di torta alla ricotta che decidi di ordinare al ristorante.
Ha un bell’aspetto, e ti sembra leggera. Non è banale come la torta al cioccolato, né volgare come il profiterlos. E’ la stuzzicante voglia di novità che ti spinge verso il suo immacolato candore.
Ma al secondo morso cominci a percepire un senso strano di pesantezza.
C’è della panna, e tu non la sopporti, è troppo stucchevole.
Al terzo morso sei già nauseata, e mentre appoggi il cucchiaino sul piattino capisci che non riuscirai mai a finirla.
La tua amica ti chiede di assaggiarla, e tu, ringraziando mentalmente tutti i santi che riesci a ricordare, praticamente le getti il piattino addosso : “Finiscila pure, mi sono appena ricordata di essere a dieta”.
E non è una bugia.
E’ pura sopravvivenza : la torta alla ricotta proprio non riesci a digerirla.

TORTA ALLA CREMA DI RICOTTA
Per la pastafrolla :
Sciogliere 120 gr. di burro, ed aggiungere 70 gr. di zucchero, un tuorlo d’uovo, un pizzico di sale (se volete anche la scorza di un limone) e 200gr. di farina.
Impastare fino a formare una palla liscia che dovrà essere lasciata per 2 h circa in frigorifero a riposare.
Stendere la la pasta per formare due dischi (il mio consiglio è quello di lasciarla abbastanza alta), che dovranno essere cotti in forno a 190° per 10 minuti circa.

Per il ripieno :
Mescolare 200 gr. di ricotta con 70 gr. di zucchero semolato e 70 gr. di zucchero vanigliato. Aromatizzare con una fiala alla vaniglia o con 3 cucchiaini di succo di limone.
Sciogliere 5 fogli di gelatina precedentemente ammollati in 3 cucchiai di vino bianco riscaldati ed aggiungerli al composto, in cui dovrà essere incorporata anche 200 gr. di panna montata.
Nella crema di ricotta è possibile inserire anche frutta fresca di stagione tagliata a pezzetti.

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Il giorno giusto

Chi non vorrebbe che la propria vita fosse un pò magica?

Sembra un pensiero infantile, lo capisco.
Il pensiero di chi sogna e non vuole guardare in faccia la realtà, o di chi cerca in tutti i modi di non assumersi responsabilità.
Quello che non capisco è perchè non si possa essere considerati affidabili anche se si rimane un pò bambini.
Cosa c’è di così sbagliato nel voler continuare a stupirsi?
Cosa c’è di sbagliato nel vivere pensando che da un momento all’altro qualcosa di meraviglioso sia in serbo per te?
Ho sempre pensato che smettere di sperare sia un pò come morire.

Dovremmo fare come i bambini, e credere alla magia.
Continuare a crederci, forzando la logica e la fisica.

Oggi, 29 febbraio, è il giorno giusto per noi donne.
Il giorno giusto per recuperare la magia perduta.
Secondo un’antica leggenda irlandese, infatti, è l’unico giorno in cui una donna può chiedere al proprio uomo di sposarla (e sembra addirittura che a lui non sia nemmeno concesso di rifiutarsi!).
Perchè non prendere spunto da questa tradizione?
Io credo che mi dichiarerei cosi :

e voi? Fatemi sapere ;)

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Chocotherapy

La Prima Fase è quella della : Delusione e Depressione.
Due stati d’animo che sopraggiungono quasi concomitanti, e spianano la strada a quella che è la Seconda Fase, la cosiddetta R&M, nella quale sono prima accecata dalla Rabbia, e poi terrorizzata dall’essere vittima del Malocchio.
Dopo aver scongiurato l’assenza di maledizioni, subentra la Terza Fase, o meglio fase della Doppia S, quella della Sfiducia e della Stanchezza emotiva.
Di solito. terminato il ciclo, ritorno del mio umore pseudo-equilibrato, pronta per essere gabbata di nuovo dal primo Ominide di passaggio.

E’ dura credere nell’Amore.
Soprattutto quando si incontrano persone il cui livello medio di sensibilità risulta essere nettamente inferiore a quello di Lord Voldemort.

Ieri sera però, nel momento di transito dalla Seconda alla Terza fase, sono stata illuminata dal pensiero proto-femminista di Barbara Novak, protagonista di Down with Love-Abbasso l’amore.
Nonostante fosse almeno la terza volta che vedevo quel fim, tutto il prezioso insegnamento era sempre andato a farsi fott benedire a causa del classico e banale happy end da commedia romantica.
Ieri sera invece, grazie all’elevato livello di cinismo che mi scorreva nelle vene, ho finalmente afferrato il messaggio della Novak, e mi sono decisa a dare una svolta alla mia vita sentimentale.
Basta con le smancerie, i piagnistei, le illusioni!
Devo solo imparare a pensare/comportarmi come un uomo.

Lo ammetto, sono parecchio indietro.
Dopo tutte queste argute considerazioni l’ultimo pensiero che ho avuto, rigirandomi tra le coperte mentre cercavo di prendere sonno, è stato : magari è il modo giusto perchè l’Amore arrivi anche da me.

Per superare la Prima fase ricorro sempre alla CHOCOTHERAPY.
Oggi ho preparato questi Dolcetti al cioccolato negli stampini di silicone che mi hanno regalato per Natale, ma la ricetta (che è ripresa dal manuale ed. Gribaudo) può essere utilizzata anche per un’ottima torta!

Montare 3 uova e 3 tuorli con 150 gr. di zucchero fino ad ottenere un composto liscio e cremoso.
Unire delicatamente 100 gr. di farina che è stata prima miscelata con 5 gr. di lievito, 60 gr. di cacao, 80 gr. di mandorle polverizzate.
Fondere 150 gr. di burro, aggiungere un pizzico di sale ed incorporare al composto.
Mettere a cuocere in forno a 170° per circa 20 minuti.
Guarnire con zucchero a velo o panna montata.

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Hombre alla catalana

Dimenticatevi Javier Bardem. Non osate pensare ad Antonio Banderas, e meno che mai a Gael Garcia Bernal che, a scanso di equivoci, è pure messicano.
L’Hombre alla catalana prende in prestito il nome ad una ricetta della tradizione culinaria spagnola, ma riguarda la rapida ascesa di un fenomeno che credo possa dirsi planetario : quello dell’uomo che – SOLO IN APPARENZA – non deve chiedere mai.

(Uomini, questo post riguarda anche voi. E’ giunto il momento di scoprire le carte in tavola, e di farvi capire, senza che voi ricorriate ad inutili contorsioni mentali, i più reconditi pensieri che albergano nell’animo femminile.)

L’Hombre alla catalana è un esemplare maschile difficilmente riconoscibile, in quanto, almeno all’inizio, è identico in tutto e per tutto all’ Uomo-che-non-deve-chiedere-mai; ciò induce, nella Femmina-media, inutili aspettative.
L’Hombre alla catalana, invece, ad un certo punto della relazione, collocabile tendenzialmente tra la fine del corteggiamento e la presunta conquista della Femmina-media, non può fare a meno di rivelare quella che è la sua vera natura : molliccia.
L’iniziale e seducente resistenza che sembra opporre, istiga la Femmina-media a ritenere di trovarsi di fronte ad un uomo la cui scorza deve essere scalfita con faticoso ma appagante impegno, un uomo la cui conquista deve essere progettata con la stessa meticolosità con cui Napoleone aveva predisposto le truppe francesi a Waterloo.

(Non lasciatevi ingannare da quello che vi diciamo : la maggior parte di noi donne ADORA la fase cosiddetta “dell’acchiappo”, in cui ci crogioliamo in innumerevoli quanto inutili speculazioni, finendo per partorire le teorie più svariate su ogni vostra minima azione, e sfinendo amici e amiche per consigli che mai metteremo in pratica.)

D’improvviso, però, la Femmina-media viene travolta da una cremosità appiccicaticcia alquanto stucchevole, che l’Hombre alla catalana intende spacciare per semplice dolcezza. Quella che, a suo dire, tutte le donne adorano.
Certo, se in piccole dosi.
Come la vera crema catalana.

CREMA CATALANA

(per 6 persone)
Sciogliere 25 gr. di maizena in poco latte freddo, mescolando bene.
Grattuggiare la scorza di un limone e metterla, insieme ad un pezzetto di cannella e a 50 gr. di zucchero, in 480 ml di latte. Posizionare il composto sul fuoco e mescolare portando ad ebollizione.
In un altro recipiente sbattere 4 tuorli d’uovo con 50 gr. di zucchero (come per fare lo zabaione); aggiungere poi la maizena e mescolare.
Solo a questo punto incorporare il latte bollito utilizzando un colino, e mettere poi sul fornello il composto.
Continuando a mescolare, lasciate cuocere la crema per circa 2 minuti, fino ad ottenere la densità desiderata.
Disporre la crema nelle coppette e lasciarla raffeddare.
Prima di servire, cospargere la crema con lo zucchero di canna e mettere le coppette nel ripiano più alto del forno, per permettere allo zucchero di caramellarsi.

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Un pò di dolcezza per San Valentino

Per chi si ama.

Per chi ama, ed è ricambiato.
Per chi ama, e non si è mai dichiarato.
Per chi ama, ma è stato rifiutato.
Per chi ama, ma è stato abbandonato.
Per chi ama, anche se è stato ferito.
Per chi ama, anche se è stato tradito.

Per chi ha il coraggio di continuare ad amare, nonostante tutto, ogni giorno è San Valentino.

Ma perchè non sfruttare l’occasione per regalare un pò di dolcezza extra?
Sono sicura che il fidanzato o la fidanzata, i parenti e gli amici apprezzeranno.

CHEESECAKE AL CIOCCOLATO

Sbriciolare 180 gr. di biscotti Pan di stelle (oppure 150 gr. di Digestive, a cui si possono unire a piacimento gocce di cioccolato fondente) ed amalgamarli con 80 gr. di burro.
Stendere il composto nella tortiera in modo da formare la base, poi posizionare la teglia nel freezer.
Mescolare 750 gr. di philadelphia con 100 gr. di zucchero, 2 uova e 2 cucchiaini di succo di limone (in alternativa è possibile usare un cucchiaio di ruhm). Se il composto non si è bene amalgamato è possibile utilizzare il frullino per sciogliere i grumi rimasti.
Unire la crema alla base ed infornare a 170° per 15/20 minuti.
Quando la torta è pronta, sciogliere in un pentolino (meglio se antiaderente) 250 gr. di cioccolato fondente con 50 ml. di latte mescolando continuamente per evitare che si attacchi. Quando il cioccolato si è sciolto, versarlo immediatamente sulla torta e stenderlo con una spatola o un coltello in modo da coprire tutta la superficie.
Mettere la torta in frigorifero per tutta la notte. Se non si riesce a prepararla il giorno prima, è possibile mettere la torta nel freezer per un’ora circa.

N.B.
Per la base è possibile usare qualsiasi tipo di biscotti per celiaci a vostro piacimento!
Sono consigliati i biscotti SfornaGusto della BiAglut che si trovano in farmacia.

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E’ questione di DNA

Oggi abbiamo di nuovo litigato.
Lo O D I O, quando si comporta così! Mi provoca con le sue frecciatine fino al momento in cui non resisto e sbotto, cominciando ad urlare come una forsennata.
Esagero sempre, alla fine. Ma ci sono dei momenti in cui riesce proprio a farmi perdere il senno.
-Certo, siete uguali!- esclama immancabilmente mia mamma.
Come se bastasse a giustificare le incomprensioni. Non dovrebbe essere il contrario?
Forse è il vedere nell’altro il riflesso dei nostri difetti che ci fa impazzire.

Dopo dieci minuti abbiamo fatto pace.
Lo so, siamo ridicoli. Ma siamo così, noi due.
Una volta che la crisi d’ira è passata, cominciamo a cercarci per un abbraccio consolatore.
Non ce la facciamo a tenere il muso a lungo.
Sarà che viviamo sotto lo stesso tetto.
Sarà che siamo padre e figlia.
Sarà il DNA.

LO stesso DNA che ci fa impazzire per la torta di mele.

TORTA DI MELE

Sciogliere 125 gr. di burro nel forno a microonde, aggiungere 2 uova, 4 cucchiai di zucchero e 1/2 bustina di lievito Bertolini. Quando il composto è diventato omogeneo, aggiungere 380 gr. circa di farina integrale e mescolare bene. Completare l’impasto aggiungendo 100 gr. di farina fino a formare una piccola palla.
Mentre l’impasto riposa, tagliare 6/7 mele rosse e sistemarle in un piatto, aggiungendo un pò di zucchero e una spruzzata di brandy o di un altro liquore a scelta.
Stendere l’impasto sulla carta da forno in modo da formare uno strato il più sottile possibile. Posizionarlo in una teglia dal diametro di 30 cm, e mettere sopra le mele, spolverandole con un pò di zucchero a velo.
Coprire con un altro strato sottile di pasta, facendo attenzione a chiudere bene i bordi.
Mettere in forno a 180° circa per 15/20 minuti.

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Confessioni di una chocoholic

Avevo solo tre anni e per lui avrei rinunciato a tutta la cioccolata del mondo.

(Se non riuscite ad afferrare l’entità del sacrificio, forse dovreste smettere subito di leggere : questo post non è nient’altro che un’ode alla cioccolata, ed una specie di saluto a tutte le/gli chocoholics come me)

Avevo tre anni, dunque, e prima di incontrarlo non avrei mai pensato che qualcosa – o qualcuno, come in questo caso – potesse piacermi più della cioccolata. Il nostro era stato amore al primo morso dopotutto!
Ma la mia vita stava per essere scombussolata, e tutto per un semplice, meraviglioso paio di fossette.
Furono quelle a fregarmi, insieme agli arruffati riccioli scuri che rendevano semplicemente irresistibile il viso di quel tappetto.
La cioccolata, ormai, non mi bastava più.
Il vero problema, però, era che a lui non bastavo io.
Ed alla fine, nonostante tutti i miei insistenti e spudorati tentativi di seduzione, ai suoi occhi non fui mai più attraente di un piatto di spinaci lessi.

Avevo solo tre anni, e già ero afflitta dalle pene di un amore non corrisposto.
Per fortuna che c’era lei, la cioccolata, ad accogliermi con il suo morbido abbraccio consolatorio!
Perchè, e lo sanno tutti, il Primo Amore non si scorda mai.


DELIZIA AL CIOCCOLATO

In una ciotola mettere 100 gr. di burro, 50gr. di latte, e 250 gr. di cioccolato fondente tagliato a pezzetti. Posizionare la ciotola nel microonde per sciogliere il tutto, facendo attenzione a mescolare ogni 3 minuti circa il composto.
Quando la cioccolata si è sciolta completamente, aggiungere 100 gr. di zucchero, 50 gr. di farina e tre tuorli d’uovo. Mescolare bene, ed aggiungere poi le chiare montate a neve.
A questo punto imburrare ed infarinare una teglia di media grandezza, versare il composto ed infornare a 180° per 15-20 minuti circa.
Spolverare con zucchero a velo.

N.B.
Se la farina viene sostituita con 50 gr. di fecola di patate la torta può essere gustata anche da persone affette da celiachia!

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